Nell’ultimo lustro, il clascosterone sta passando dal trattare l’acne a innovare il panorama della tricologia, andando a colmare una lacuna importante: quella della terapia dell’alopecia androgenetica maschile. Poche molecole hanno suscitato altrettanto interesse e, dopo trent’anni di presunta innovazione, si è – forse – sul punto di affiancare a minoxidil e finasteride un nuovo strumento terapeutico.
Questo articolo esplora la genesi della molecola, il suo impiego nella terapia dell’acne e come, grazie a recenti studi in fase III, si stia candidando a diventare un tassello mancante nel mosaico della tricologia moderna: un antiandrogeno topico potente, ma privo dei temuti effetti collaterali sistemici.
Le radici del problema: il ruolo degli androgeni Per comprendere l’importanza del clascosterone, è necessario fare un passo indietro e osservare un problema comune ad acne e calvizie: il diidrotestosterone (DHT).
Michele Modugno
Farmacia De Gregorio