Un anno di cammino insieme

L’ anno 2025 è stato un viaggio di creatività e condivisione per l’associazione Chi dice Donna. Le nostre donne hanno lavorato con il cuore e con le mani per creare opere che parlano di solidarietà, di identità e di speranza.
Oggi vi raccontiamo alcune delle storie più significative di questo anno, sperando di trasmettervi la stessa passione e la stessa gioia che abbiamo provato noi. Ci piace ricordare la nostra partecipazione al concorso nazionale Gomitolorosa4Arts 2025, che ci ha viste classificate al secondo posto su una pletora di partecipanti provenienti da tutta Italia. L’opera dal titolo Sguardi di donna ricuciti è stata realizzata dalle donne dell’associazione che, con l’utilizzo di lane colorate lavorate all’uncinetto, vuole rappresentare Frammenti di donna che dialogano.

Il manufatto, giudicato da una giuria competente e al di fuori del nostro territorio, ci rende fiere, ci ha fatto vincere le paure iniziali percependo il risultato ottenuto quale fatto re stimolante e senso di appartenenza ad un gruppo coeso.
L’opera rappresenta Volti scomposti realizzati in maglia che dialogano tra loro attraverso fili intrecciati. Ogni frammento rappresenta una voce che cerca incontri e crea una rete di solidarietà visiva.

Sguardi di donna ricuciti è un’opera che nasce dall’ascolto, dal tempo condiviso e dal desiderio di ricostruire un’immagine femminile che spesso arriva a noi in frammenti. Il lavoro si presenta come una composizione tessile in cui occhi, bocche e profili emergono sospesi, scomposti eppure legati da una trama invisibile fatta di lana, memoria e presenza.
anno 2025 è stato un viaggio di creatività e condivisione per l’associazione Chi dice Donna. Le nostre donne hanno lavorato con il cuore e con le mani per creare opere che parlano di solidarietà, di identità e di speranza. Oggi vi raccontiamo alcune delle storie più significative di questo anno, sperando di trasmettervi la stessa passione e la stessa gioia che abbiamo provato noi. Ci piace ricordare la nostra partecipazione al concorso nazionale Gomitolorosa4Arts 2025, che ci ha viste
classificate al secondo posto su una pletora di partecipanti provenienti da tutta Italia. L’opera dal titolo Sguardi di donna ricuciti è stata realizzata dalle donne dell’associazione che, con l’utilizzo di lane colorate lavorate all’uncinetto, vuole rappresentare Frammenti di donna che dialogano.
Il manufatto, giudicato da una giuria competente e al di fuori del nostro territorio, ci rende fiere, ci ha fatto vincere le paure iniziali percependo il risultato ottenuto quale fatto re stimolante e senso di appartenenza ad un gruppo coeso.
L’opera rappresenta Volti scomposti realizzati in maglia che dialogano tra loro attraverso fili intrecciati. Ogni frammento rappresenta una voce che cerca incontri e crea una rete di solidarietà visiva.
Ciò che potrebbe sembrare un insieme disgiunto diventa invece un corpo nuovo, un volto collettivo, ricucito attraverso il gesto lento e solidale del lavoro artigianale. I frammenti non cercano la perfezione dell’unità ma la profondità dell’incontro. Si espongono nella loro parzialità, perché è proprio lì che si manifesta la verità delle storie.

La lana Gomitolorosa, materia viva e simbolica, attraversa l’opera come filo conduttore. Richiama la tradizione del prendersi cura, il fare insieme, la pazienza necessaria per riparare ciò che è stato diviso. Qui la lana non è solo materiale ma linguaggio: racconta relazioni, affetti, mancanze e tentativi di ricostruzione. I volti sospesi rappresentano le donne che vediamo e quelle che non vediamo, quelle che incontriamo e quelle che non ascoltiamo mai abbastanza. La solidarietà femminile diventa così un atto di ricucitura: si accoglie l’altra nel suo frammento e lo si unisce al proprio, affinché entrambe possano essere viste.
Quest’opera è un invito a fermarsi, a guardare, a riconoscere. A comprendere che nessuna donna è intera da sola, e che esiste una forza silenziosa e costante nel gesto del ricucire: una forza che unisce, ripara, tiene insieme ciò che la vita separa.

Un atto semplice, umano, antichissimo. Un atto che parla ancora oggi, attraverso i fili tesi tra una storia e l’altra. Farfalle e Papillon è stato lo spettacolo che abbiamo portato in scena al teatro Aurora di Velletri lo scorso 14 dicembre, un omaggio alla memoria di Stefano Benni, scomparso lo scorso 6 settembre. La nostra compagnia ha rappresentato tre opere che esplorano la condizione umana con ironia e sensibilità: Il Carnevale degli Insetti, La Signorina Papillon e La Vecchia Signora.
Il Carnevale degli Insetti è una satira divertente e pungente che vede protagonisti degli insetti che criticano i vizi e le ipocrisie degli esseri umani, mostrando come spesso siano proprio gli uomini a essere i veri “mostri” della natura. La Signorina Papillon racconta la storia di Rose, una donna ingenua e pura che resiste alle tentazioni della società parigina di fine Ottocento, mantenendo la sua innocenza e la sua fantasia.
La Vecchia Signora è un monologo teatrale graffiante e struggente che racconta la vita di un’anziana donna abbandonata in una casa di riposo, mescolando ricordi di gioventù, guerre e amori, e rappresentando la ribellione alla solitudine dell’invecchiare.
È stato un anno di grandi soddisfazioni e pieno di impegni, ma siano ampiamente soddisfatte per i risultati ottenuti e speriamo di continuare così anche nel 2026. Cogliamo l’occasione per augurare a tutte e tutti un Natale magico e un 2026 pieno di gioia e realizzazioni!

Carla Colla
Associazione “Chi dice donna”

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