L‘eterno ritorno Dove andrà l’aquila a moriredopo che, dall’alto ha contemplato,lo scorrere cruento del creatoche la ragione non riesce a digerire? Dove andrà a morire il topolinoche è vissuto per lo più interrato?Le miserie umane ha contemplatoosservando il bipede meschino. Questo eterno ritorno dell’ugualeche ci accompagna da mattina a sera,sconvolgendo le nostre illusioni, sovrapponendosi ilContinua a leggere “L’aquila e il topolino”
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Giovinezza e senilità
Non può il giovane capireil tedio, la spossatezza dell’anziano.Il velo sceso sui sensi piano piano,la via d’un fantasma a divenire. La vita pulsa con i suoi bruciori,arterie e vene gonfie d’energia.Aggiunta spesso un pò di follia,la vitalità con i suoi ardori. Macchina con sì poca benzinacon i filtri ormai intasati,a singhiozzo vengono usati. Un tormentoContinua a leggere “Giovinezza e senilità”
GIULIA
Un altro nome da aggiungerea questa ormai così lunga lista,della cieca violenza maschilista,un’ altra vittima da piangere. Non finirà più questa mattanza.Il maschio che si crede onnipotentesfogando il suo essere niente:patologia che non dà speranza. Sei, Giulia, un altro fiore recisoda quella falce senza sentimento,senza ragione, che tutto azzera e che assieme a te haContinua a leggere “GIULIA”
NOTTURNO
Lento mormorio delle fontane. Guaito di cani in lontananza. Voci ovattate dalla distanza. Nel giardino gracidio di rane. Notte incantata dal chiarore lunare. I lampioni formano un presepe. La brina risplende sulla siepe. Sdraiato sul terrazzo a rimirare. Fino a quando durerà questa armonia? L’ alba comincerà a cancellare come il cancellino la lavagna. SaràContinua a leggere “NOTTURNO”
ESISTENZIALE
MADRE Non esiste vetroche riflette la tua bellezza.La porto scolpitadentro l’ anima.La tua immagine vive in mee prosegue con mefinché c’ è vita.Quella vita che tu m’ hai datamadre. Ignazio Vitelli
LO SPIRITO
Mentre abitiamo i nostri corpi,che come noi i nostri appartamenti,necessitano ogni tanto di rifacimentiper non divenire come storpi. L’ ospitalità che ci hanno data,lungo l’arco della nostra vita,la nostra sembianza definita,la carta di identità rappresentata. Ma il nostro spirito non è parvenzaagl’occhi dell’interlocutoreresta celato dentro la struttura. Eppure è lui che ci da la sturaeppureContinua a leggere “LO SPIRITO”
C’era una chiesa (in memoria del PCI)
C’era una chiesa PCI chiamata, le cui parrocchie erano sezione, dove si faceva la selezione, la classe dirigente preparata. Ora si va avanti per appartenenza ad una delle sì tante cordate attraverso le quali le scalate avvengono così: per acquiescenza. I conflitti sociali annacquati. Si è di sinistra per tradizione e radical chic alla televisione.Continua a leggere “C’era una chiesa (in memoria del PCI)”
Passione
L’ ombra che si dipana nella sera accende i cuori degli amanti. I volti si incontrano esitanti: la smania d’ amore diventa vera passione, che attanaglia i corpi. Le mani si stringono a tenaglia, il calore il colore abbaglia, le sensazioni diventano più forti. Chi l’ ha provato sa che cosa dico; fatto, non siContinua a leggere “Passione”
Naufraghi (il lamento di un figlio)
Sonetto di Ignazio Vitelli La madre con il figlio tra le braccia; un barcone in mezzo ai marosi, sguardi che si inseguono paurosi, spruzzi d’ acqua bagnano la faccia. Si vive o si muore abbracciati. Perché madre mi hai generato? Devo scontare quale peccato? Meglio non fossimo mai nati! La nostra fine sarà dimenticata; perContinua a leggere “Naufraghi (il lamento di un figlio)”
J’arbiro de Natale
Mo tutti a ffa j’arbiro de NataleE tutti a ppiccicacci bbómbóniére Quasi a ffaglio ddevéntà no mischiére E st’anno cómme jj’ari tale e quale. Ma nn’è própia ccósì a rifrèttéci bbè. No male virus empiènnno jo munno, Jo covidde che ppare senza funno, Pe facci ppiù soffrì de nnascuso vè. Ma ntanto me sa cheContinua a leggere “J’arbiro de Natale”