Scherzàvole del vocabolario // 25

Come promesso il mese scorso, eccovi la seconda incongruenza che troviamo nell’edizione italiana di American Tabloid, il romanzo che James Ellroy ha scritto per raccontare la sua versione di una vicenda che ha scosso il mondo: l’omicidio del presidente John Kennedy. Nel romanzo, il 25 agosto 1959, l’ex poliziotto Pete Bondurant viene esaltato per avere lo sguardo a raggi X emper essere uguale a Superman e Diabolik.

Diabolik, come già detto per Paperinik, è un personaggio totalmente italiano, anche se le sue avventure sono collocate in luoghi di fantasia che a me ricordano la Gran Bretagna. Perché Diabolik dovrebbe stare in un romanzo americano? E perché un personaggio apparso nelle edicole per la prima volta nel 1962, quindi tre anni dopo i fatti narrati in quel passo del romanzo, dovrebbe essere menzionato? Come la volta scorsa, ricorriamo al testo originale per capire se errore c’è stato. Eccolo là! Non c’è nessun Diabolik nell’edizione originale; c’è, invece, Green Hornet, che in Italia è noto come Calabrone Verde. E, infatti, non capisco perché non sia stato mantenuto il personaggio originale, antesignano dei supereroi mascherati. Calabrone verde è un personaggio radiofonico del 1936, passato in seguito alla televisione, al cinema, ai fumetti. In Italia potremmo ricordarlo per la serie tv, la cui sigla iniziale ricorda molto da vicino, al confine tra citazione e plagio, Il volo del calabrone di Nikolaj Rimskij-Korsakov e in cui recitava anche Bruce Lee. È vero che Calabrone verde, un giustiziere mascherato, veniva scambiato per delinquente e quindi Diabolik potrebbe essere una trasposizione quasi calzante (è un furfante con qualche brandello di codice morale), ma Calabrone verde non è del tutto sconosciuto in Italia, come forse è invece Super Duck.

Un esempio famosissimo di trasposizione lo conosciamo dal film Ritorno al futuro: Marty McFly, catapultato nel 1955, viene chiamato dalla sua futura madre col nome letto sui suoi slip. In Italia sentiamo Levi Strauss perché non era ancora commercializzato il marchio di abbigliamento indossato nel film dall’attore Michael J. Fox, interprete di Marty McFly: Calvin Klein.

RITORNO AL FUTURO
Oggi, a scuola, la maestra è impegnata a spiegare il concetto di inferno come luogo che in futuro accoglierà determinate persone dopo che saranno morte. Racconta di come questo luogo viene descritto nella Bibbia, di come lo raffigura un racconto che si dice essere di Gandhi e, soprattutto, di come lo immaginava un grandissimo scrittore italiano, Dante Alighieri, che verrà studiato da chi proseguirà gli studî dopo quelli dell’obbligo. Quindi passa a spiegare il concetto di ade per gli antichi greci.
Giacomino, impressionato da queste spiegazioni, chiede: — Maestra, ma allora l’ade è un luogo grande?
— Ma certo Giacomino, è molto grande!
— Ah, è un adone!

Ade, dal greco ἂδης (in latino hades) è un sostantivo maschile che indicava, presso gli antichi Greci, il dio che regnava sull’oltretomba e, per estensione, il regno dei morti nella concezione pagana.
Adone, che non è l’accrescitivo di ade, è un sostantivo maschile che indica un giovane di grande bellezza nel volto e nelle forme del corpo. Se usato ironicamente, significa bellimbusto. La parola è un uso antonomastico del nome della divinità greca di origine semitica che fu oggetto di contesa tra Afrodite e Persefone. Adone preferí la prima e fu ucciso da un cinghiale aizzatogli contro dal geloso Ares. L’uso antonomastico è relativo all’antonomasia, il traslato che consiste nel riferirsi a persona o cosa con un nome generico e comune anziché col suo proprio. Per esempio, Dante Alighieri è per antonomasia il sommo poeta.

Gianluca Pignalberi
Edicolante, tipografo digitale per editori accademici, collaboratore di Massimo Polidoro.

Lascia un commento

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora