Le origini di preghiere e canti popolari riportate nella storia del Santuario del Soccorso. “Mira il tuo popolo” potrebbe avere un imprimatur corese
Nella Breve storia del Santuario di Maria Santissima sotto il Titolo del Soccorso presso la Città di Cori ad opera dell’arciprete Giovanni Battista Pistilli già Rettore dello stesso Santuario, pubblicata nell’anno 1896, sono presenti diversi canti dedicati a Maria santissima madre di Gesù. Questa presenza riporta alla tradizione consolidata delle laudi che, intessute di preghiera, lode e affetto filiale, rappresentavano l’espressione più autentica della pietà popolare e permettevano ai fedeli di avvicinarsi alla fede attraverso il canto in una lingua comprensibile. Sono canti che hanno accompagnato per secoli le celebrazioni religiose e spesso erano e sono legati a particolari santuari o festività mariane; raccontano storie di grazie ricevute, di protezione invocata, di una presenza rassicurante nella vita quotidiana. Le loro melodie risultano orecchiabili e commoventi, e si tramandano di generazione in generazione così da mantenere viva la devozione popolare. Le origini di questi canti risalgono ai primi secoli del Cristianesimo. Alcuni di questi canti sono profondamente radicati nella liturgia, come l’antico e solenne Salve Regina, il gioioso Regina Caeli del tempo pasquale, o il sublime Magnificat, il cantico di lode che Maria stessa intonò durante la Visitazione alla cugina Elisabetta (Lc 1,46-55) e che è una delle preghiere più antiche e solenni della tradizione cristiana, in cui Maria loda Dio per le grandi cose compiute in lei e per l’intera umanità.

Un altro testo antichissimo, sebbene spesso recitato più che cantato originariamente, è il Sub tuum praesidium (Sotto la tua protezione), databile al III secolo. Il popolarissimo canto mariano Mira il tuo Popolo, attribuito a mons. Guido Maria Conforti (1865-1931) passa anche per Cori perché se ne trova traccia in alcuni libretti presenti nel santuario della Madonna del Soccorso. Si dice che il celebre inno Mira il tuo Popolo sia stato scritto nel 1878 da padre Benedetto Giuli Monti, agostiniano in Cori, in occasione del secondo centenario dell’incoronazione della Madonna del Soccorso. Il canto esprime la totale fiducia nella potente intercessione di Maria e la sicurezza nell’efficacia della sua maternità spirituale, che si manifesta anche nel soccorrere i suoi figli, nell’assisterli lungo il periglioso e difficile cammino dell’esistenza, nel dare loro la sicurezza che mai li abbandonerà o si dimenticherà di loro. Il canto è la riduzione poetica e sonora dell’invocazione Auxilium Christianorum, ora pro nobis, del Sub tuum praesidium, dell’Ave maris stella e del famosissimo brano di san Bernardo Guarda la stella, invoca Maria.
Oltre al notissimo Mira il Tuo Popolo, il canto popolare devozionale dedicato alla Madonna del Soccorso di Cori, patrona della città, è un inno solenne che invoca protezione e pietà. Il testo principale recita: “Salve, eccelsa imperatrice, Salve o fonte di pietà, tu sei l’arca salvatrice dell’afflitta umanità. Salve o Madre del Soccorso, dei tuoi figli abbi pietà”. Il canto accompagna la venerazione della sacra immagine (incoronata nel 1778), che raffigura la Vergine col Bambino e un bastone, nell’atto di proteggere la piccola Oliva. La tradizione del canto è legata al voto del 1837, quando la popolazione invocò la Madonna per liberarsi dal colera.
Augusto Ciotti