Le nuove generazioni si mobilitano sui grandi temi: diritto allo studio, Costituzione, diritti civili, ambientalismo e pace. Ne tengano conto i progressisti
Le ultime votazioni referendarie sulla magistratura hanno visto aumentare l’affluenza degli elettori alle urne con una discreta presenza del voto giovanile, che non si registrava più da anni. Probabilmente i giovani hanno individuato nella difesa della Costituzione una battaglia per loro condivisibile soprattutto in termini ideali. Se non che, subito dopo l’uscita dei risultati, una parte politica ha iniziato ad urlare vittoria e la cosa non deve essere piaciuta a quel settore di elettorato sensibilizzatosi sul voto referendario, perché alla successiva tornata di voto amministrativo le percentuali di affluenza sono tornate a quelle solite, da anni conosciute. Forse quel cantar vittoria troppo presto è risultato un po’ indigesto all’elettorato giovanile.
Ora si pone il problema di come recuperare quel voto per le prossime elezioni politiche, perché è assai probabile che, se la percentuale di astensione al voto non cala, sarà molto difficile scalzare il centro-destra dal governo del paese. Questione della legge elettorale a parte, su cui i partiti di opposizione dovrebbero chiamare il popolo alla mobilitazione (ammesso che ne siano ancora capaci) poiché la riforma prospettata appare del tutto simile alla fascistissima legge Acerbo del 1923, e senz’altro la peggiore delle leggi elettorali mai proposte in Italia, con un orientamento maggioritario pressoché dispotico e privo di ogni equilibrio rappresentativo, come è possibile richiamare i giovani al voto nelle prossime elezioni? I giovani di ogni tempo, e anche nella storia d’Italia (si pensi al ruolo dei giovani nel Risorgimento e nella Resistenza), si sono spesso orientati verso temi caratterizzati da forti idealità. La pace, ad esempio, profondamente legata al rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo, oltre che presupposto per un futuro giusto ed equo, è un richiamo fortissimo per l’opinione pubblica giovanile internazionale. Il tema dell’uguaglianza nell’accesso allo studio e nell’accesso ai diritti sociali fondamentali, scuola e sanità su tutti, potrebbe essere un altro tema delicato e sensibile. Le politiche di accesso allo studio in Italia, l’edilizia universitaria, gli affitti calmierati per studenti, le agevolazioni per studenti lavoratori, sono pressoché inesistenti. Il diritto ad una retribuzione sufficiente estesa anche ai lavori stagionali e precari, che sono quelli svolti dai giovani spesso per mantenersi agli studi, potrebbe essere un altro richiamo importante. Su questi temi, della pace, dei diritti umani, del diritto allo studio e sull’eguaglianza nei diritti sociali fondamentali, il centro-sinistra dovrebbe organizzare una forte mobilitazione del mondo giovanile tentando però di evitare gli scontri nelle piazze, che sarebbero motivo di polemica e di richiamo alla risposta dell’ordine pubblico e dello stato di polizia.
Sono ovviamente solo degli accenni possibili rivolti ai partiti del centro-sinistra affinché facciano qualcosa per parlare ad un mondo a cui la politica non si rivolge più da tempo. Oltre, ovviamente, alla necessità di mettere da parte le singole aspirazioni personali delle parti nell’interesse generale di una coalizione alternativa all’attuale governo. Osservazioni banali ma che, probabilmente, così banali non sono se non vengono mai osservate.
Tommaso Conti
vicedirettore de Il Corace