Dal ricorso al tar al servizio su Report, fino al presidio sull’Ospedale di Comunità: la mobilitazione dei cittadini guidati dal comitato storico civico in difesa dell’ospedale e dei servizi territoriali
Una storia di resistenza civica, nata nel lontano 1999 a difesa dei beni comuni e a vigilanza costante sulle istituzioni sanitarie. È la traiettoria del Comitato Civico di Cori, l’associazione di cittadini guidata dal presidente Massimo Silvi, nata con l’obiettivo rioritario di tutelare il presidio ospedaliero cittadino e garantire il diritto fondamentale alla salute per la popolazione di Cori e dei Comuni dei Monti Lepini.
La nascita e il ricorso al tar contro i tagli regionali
Il Comitato si è distinto fin dai suoi esordi per un’azione combinata di mobilitazione popolare e rigorosa tutela legale. Nel 2019, a fronte del decreto della Regione Lazio che disponeva il ridimensionamento delle strutture sanitarie locali e la trasformazione dei Punti di Primo Intervento (ppi) in Punti di Assistenza Territoriale (pat), il Comitato Civico ha promosso, in sinergia con l’Amministrazione Comunale di Cori e con altri comitati della provincia di Latina, un articolato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (tar) del Lazio per chiedere l’annullamento dei provvedimenti regionali. Sebbene i giudici amministrativi abbiano successivamente ritenuto che la riorganizzazione non alterasse formalmente i livelli essenziali di assistenza, il ricorso ha segnato un punto di non ritorno nella consapevolezza e nella partecipazione della comunità locale.
Sotto i riflettori nazionali: l’inchiesta di Report su Rai 3
Le carenze strutturali della sanità pontina e le vertenze del territorio di Cori sono arrivate all’attenzione del pubblico nazionale nel novembre 2020. Nell’ambito dell’inchiesta televisiva “Che Dio ci aiuti” condotta da Chiara De Luca per la trasmissione Report (Rai 3), Massimo Silvi ha portato di fronte alle telecamere la voce dei cittadini, denunciando il progressivo impoverimento dei servizi di emergenza-urgenza, la carenza di organici sanitari e i pesanti disservizi che costringevano la popolazione a spostamenti critici verso gli ospedali centrali della provincia.
Dalle proteste in piazza, come la manifestazione a Latina nel 2018 con la partecipazioni di moltissimi sindaci, alle denunce per interruzione di pubblico servizio
La mobilitazione del Comitato non si è mai fermata agli annunci. Nel dicembre 2021, di fronte all’ennesima non-copertura dei turni medici e alla chiusura temporanea del pat, i volontari e i cittadini del Comitato sono giunti a occupare l’aula consiliare del Comune di Cori per esigere interventi immediati da parte della asl di Latina e della Regione. A questa forma di protesta si sono affiancate ripetute denunce ed esposti formali presentati all’Arma dei Carabinieri e alla Magistratura, per l’ipotesi di reato di interruzione di pubblico servizio, ogni qual volta la struttura sia rimasta priva del medico di guardia.
Il presente: l’Ospedale di Comunità e la richiesta di garanzie reali
Oggi l’ex ospedale di Cori è interessato da un processo di riconversione finanziato con oltre 2,9 milioni di euro a valere sui fondi del pnrr (Missione 6 Sanità) per la realizzazione dell’Ospedale di Comunità, una struttura a gestione prevalentemente infermieristica destinata a ricoveri brevi e cure intermedie per pazienti cronici.
Se da un lato il Comitato accoglie con favore il potenziamento della radiologia digitale e gli investimenti sulle strutture fisiche, dall’altro mantiene altissima la guardia sulle effettive dotazioni di personale: quali servizi saranno attivati? Quali di quelli presenti prima dei lavori torneranno a essere disponibili? Con quali tempi e con quale personale?
Cosa comporterà concretamente per Cori la presenza di un Ospedale di Comunità?
“I mattoni e i nuovi arredi non curano i malati se mancano i medici e gli infermieri”, ribadisce il presidente Massimo Silvi. “Il diritto alla salute non è merce di scambio né materia da razionalizzare su una tabella Excel.
Esigiamo la copertura medica continua e ininterrotta del pat, con le funzioni precedentemente svolte come imposto da tutti i Decreti del Commissario ad Acta (dca), il funzionamento effettivo della diagnostica di primo livello e il ripristino di tutti i servizi essenziali, a partire dal Consultorio”.
Il Comitato Civico di Cori conferma che proseguirà la propria opera di vigilanza democratica, pronto a promuovere nuove iniziative di piazza e di tutela legale per impedire che il presidio cittadino venga ridotto a un guscio vuoto.
Massimo Silvi
Presidente Comitato Civico di Cori