Scherzàvole del vocabolario // 22

Il giorno successivo alla mia nascita morí Maurits Cornelis Escher, uno dei miei artisti preferiti e di cui dovreste leggere nel bellissimo libro di Douglas Hofstadter Gödel, Escher, Bach. Un’eterna ghirlanda brillante che trovate negli approfondimenti. Uno dei campi in cui Escher eccelleva era la tassellazione del piano e offriva soluzioni geniali a un problema che non mi attirava. Se avete visto il suo lavoro, ricorderete senz’altro quelle figure con pesci, uccelli o altri motivi che, aderendo gli uni agli altri, ricoprono perfettamente un piano quadrato delimitato dall’artista.

Tasso di interesse
Questa mattina, vacanza da scuola, Giacomino accompagna il papà in banca e lo sente parlare di tasso di interesse con l’impiegato che lo sta servendo. A un certo punto il papà si sente dire un numero e sbotta: — Ma questo non è un tasso, è un tassello! E l’impiegato, di rimando: — Fidati! Di questi tempi è un tassone!

Tasso è una delle tante parole polisemiche, cioè con diversi significati. Il primo, forse una retroformazione da tassello o un derivato dal francese tas, mucchio, indica un’incudine quadrata da fabbro ma, più propriamente, un utensile di piccole dimensioni e forma varia usato come incudine per lavori di precisione nelle carrozzerie. Quando parliamo di numeri, il tasso è di solito il rapporto tra due valori, due grandezze o due quantità, perlopiù espresso in termini percentuali. Ma, con derivazione da tassare (con influenza del francese taux), è un termine economico-finanziario con diverse accezioni. Per esempio, il tasso di interesse indica l’interesse prodotto dall’unità di capitale in un periodo di tempo convenuto, ma il tasso d’inflazione indica la percentuale di perdita del valore di una moneta. Per estensione, il tasso è un contenuto percentuale (per esempio, il tasso di azoto nel sangue) ma, mentre nell’uso comune tasso è sinonimo di livello o grado, in medicina, in fisica e in chimica lo è di concentrazione o titolo. Il tasso è anche un’imposta, introdotta in Piemonte da Emanuele Filiberto nel 1561, dovuta da tutti i Comuni. In origine, l’imposta era finanziata coi guadagni della vendita di sale e altri dazî e imposte fondiarie; col passaggio da tributo straordinario a permanente, l’imposizione passò ai soli beni immobili.
Discuteremo della parola tasso in botanica e in zoologia in un futuro episodio della serie.

Il termine tassello è anch’esso polisemico. Il primo significato, derivato dal latino tessĕlla, diminutivo di tessĕra, indica un piccolo pezzo di pietra o legno usato per riparare lesioni o per ricoprire grappe metalliche di decorazioni di pietra o di mobili, ma anche un pezzo di legno murato per facilitare l’applicazione alle pareti di ganci e altri elementi a vite. Per estensione, è un piccolo pezzo che si porta via da un cocomero o da una forma di formaggio per provarne la qualità, la maturazione, la conservazione. Ma nell’Istria, regione della Slovenia, è il nome locale di rocce marnose dell’eocene. Vi invito a scoprire gli altri significati consultando un dizionario. Il suo diminutivo è tassellino.
Infine, tassone, sostantivo maschile derivato dal francese antico tasse, femminile di tas, è un sinonimo piú raro del termine morsaia, comune in geografia fisica. Morsaia, parola di etimo ignoto, indica un banco sottomarino costiero, molto vicino alla superficie acquatica, costituito da sabbie, ciottoli, conchiglie e altro materiale cementato.

Gianluca Pignalberi
Edicolante, tipografo digitale per editori accademici, collaboratore di Massimo Polidoro

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