Tycoon Fury

La furia del male: lo sterminio dei bambini

Sarebbe il caso di non parlarne più e neanche di scriverne. Trump ci ha stufato e con lui tutti i suoi sostenitori, sempre meno, di qua e di là dell’oceano. Sarebbe il caso, ma poi di cosa si parlerebbe se quella è la radice del male? Proviamoci: Netanyahu, il rappresentante del sionismo israeliano, l’uomo che per sopravvivere alla giustizia dello Stato segregazionista di Israele è costretto a fare guerra a tutti coloro che non sono sionisti, cioè il resto del mondo, con qualche eccezione negli USA. Forse dovremmo occuparci della Meloni, incarnazione del populismo e nazionalismo del xxi secolo, la prima presidente donna che, appena eletta, si è fatta chiamare “il Presidente”. Colei che ha affidato la nostra cybersicurezza ad Israele e poi tre anni a gestire il nulla, solo tagli alle spese sociali (sanità, scuola, persone con disabilità). Tre anni a capo di una corte di ministri e sottosegretari puttanieri, mariuoli e soprattutto incapaci (mi si perdoni il “soprattutto”)!

Forse su Zelens’kyj dovremmo soffermarci. Il presidente ucraino che ha portato il suo paese allo scontro con la Russia dell’autocrate Putin e che, assieme a lui, ha condannato più di un milione di soldati e civili (ucraini e russi) a morire inutilmente. L’ex comico, ora eroe della patria, continua a fare il giro delle cancellerie europee in cerca di soldi ed armi per sostenere una guerra, persa sin dall’inizio, per obbedire alle direttive americane ed inglesi. Per restare in tema dovremo parlare forse dei primi ministri, presidenti e cancellieri europei e dei rappresentanti del popolo nella moribonda Unione Europea. Tutti più attenti alle percentuali dei loro gradimenti in patria che alla realizzazione di una vera Unione Europea, dove l’interesse dei singoli stati sia volto alla creazione di un’entità forte e che conti davvero sul piano internazionale.

Ma quell’intera classe dirigente europea, con l’eccezione di Sánchez, ha scambiato con il colpevole silenzio il sangue dei bambini di Gaza, Beirut e Teheran. Questo forse è il vero filo che dobbiamo tenere a mente quando parliamo di Trump e Netanyahu e delle guerre di cui non comprendiamo il motivo. Attraverso la registrazione degli orrori “dell’isola delle bambine” del pedofilo Jeffrey Epstein, il Mossad israeliano ha trasformato primi ministri e presidenti occidentali in un esercito di zombie ricattabili.

Così che le guerre in medio oriente pagano il tributo di quelle perversioni: l’uccisione dei giovani, dei bambini. Pedomachia è il nome dello sterminio dei bambini che Israele ha compiuto a Gaza e non solo (cit. Franco Berardi). Lo Stato di Israele che, per affermare il proprio diritto all’esistenza, sente il bisogno metafisico di negare l’esistenza del domani altrui. In una parola l’uccisione del futuro. In Iran come a Gaza la prima cosa bombardata è stata una scuola, poi ben 13 ospedali, poi le università! È forse di questo che dovremmo parlare! Nel frattempo la furia del tycoon alla Casa bianca si abbatte sull’unica alleata − fatto fuori Orbán − e sul Papa americano, colpevoli di alto tradimento, ingrata l’una di essersi smarcata, almeno temporaneamente, dalla sua ombra e l’altro di voler pervicacemente parlare di pace. Un Papa che fa il Papa e parla contro la guerra, preciso a Francesco. E dove siamo arrivati?!

P. S.: Intanto in Italia, Gasparri, ancora schiumante di rabbia per essere stato sostituito da Marina Berlusconi come capogruppo al Senato, prepara una legge che rende reato di antisemitismo il solo criticare lo Stato di Israele.

Ettore Benforte

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