Mani remonnate daglio zappone.
Pelle ncartapecorita daglio sole.
A acqua e vento ogni stagione.
Delle scarpe fraciche le sole.
A scaozà e recaozà i filuni
i rini comme archi ddeventati.
L’acqua ramata rentro i biduni.
Co essa i filari annacquati.
Unico svago la sera l’osteria
a fasse qua’ bicchiere ’ncompagnia,
e mette a mmoto la commerdazione
pe ’nsaporì chella pora libagione
A cena ci steva poco da zazà.
Pó de minestra e qua ’fumicata.
La mmatina appresso lo recomenzà,
alla prima luce, chella vita tribolata.

Ignazio Vitelli