Ma il karaoke non è musica…

Consideriamo una delle tante manifestazioni che si tengono a Roma durante l’estate, nello specifico quella che si tiene sulle banchine del Tevere. Ho sempre frequentato questo suggestivo evento anche e soprattutto per la location particolare.
Nei diversi stand di varia natura, ristoranti, pub all’aperto e attività commerciali disparate, la musica dal vivo è sempre stata una parte integrante della manifestazione ed è proprio su questo aspetto che volevo soffermarmi.
Negli anni precedenti la musica dal vivo era rappresentata da band, cantanti, pianisti, chitarristi e così via. Ora, passeggiando sulle banchine del Tevere, si nota che la musica è rappresentata esclusivamente da una persona con un computer, uno schermo e persone che si avvicendano a cantare tramite ciò che è diventato ormai da decenni, a mio parere, una autentica devastazione musicale: il karaoke.
Se è vero che la parte positiva del karaoke è unire le persone, fare gruppo, divertirsi − e questo è senza dubbio un aspetto favorevole −, ciò che è intollerabile è il suo essere diventata l’unica forma di musica per molti locali, i quali hanno anche il coraggio di pubblicizzare il loro evento come musica dal vivo.

Roberto Bernardi

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