Con Virginia, una voce indignata e dignitosa

Speculazioni e malafede verso il discorso della Segretaria dei Giovani Democratici. L’invito alla “diserzione” è da un futuro di guerre

La posizione assunta dai vertici del Partito democratico, soprattutto da alcuni settori della nomenclatura centrista del partito, nei confronti della posizione espressa dalla segretaria dei Giovani Democratici, Virginia Libero, denota un’assenza totale di sensibilità nei confronti del mondo giovanile, che meritava invece un diverso atteggiamento e una diversa fortuna. Ad appena cinque mesi dalla vittoria nel referendum sulla magistratura, rivendicata con enfasi dagli esponenti del campo largo, vittoria da tutti riconosciuta essere arrivata proprio grazie all’attivismo del mondo giovanile, l’attenzione e la sensibilità verso questa fascia d’età doveva essere proprio tutt’altra. Avrebbe consentito di recuperare al voto verso il centrosinistra una parte importante dell’elettorato. Invece dobbiamo assistere a stanche e vuote retoriche sulla difesa della patria come sacro dovere del cittadino.
La difesa da cosa? Da chi? Conoscete qualcuno che ci attacca? E perché i giovani, che vivono in una società come quella italiana (gerontocratica, che non aiuta i giovani nell’accesso al lavoro, che non fa niente per il loro diritto allo studio e che costringe un numero elevatissimo di essi a trasferire il proprio genio e la propria energia all’estero dopo gli studi), dovrebbero essere interessati a difendere il principio del riarmo di una patria che ha assunto un tono fortemente militarista e spende gran parte delle proprie risorse per difendere una nazione perduta e lontana come l’Ucraina, sacrificando e tagliando i servizi per i propri cittadini?
Il richiamo alla diserzione da parte di Virginia Libero è un appello indignato e dignitoso nel deserto morale creato dal militarismo delle nuove classi dirigenti mondiali, da questa nuova voglia di guerra, dalla tecnica come risultato della volontà di potenza, dalla distruzione progressiva degli equilibri ambientali che mettono a repentaglio la sopravvivenza dell’uomo. Dal terrore generato dall’incombenza del pericolo nucleare.
Cari ragazzi, cominciate ad indignarvi verso questo orizzonte che si sta profilando, e disertate, disertate pure da questo futuro che vi hanno preparato. Siamo con voi, si fottano i Fassino, i Galli della Loggia e matusa vari.

Tommaso Conti
vicedirettore de Il Corace

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