San Benedetto nella Divina Commedia: la misura della santità che ordina il mondo

Nel Paradiso della Divina Commedia Dante incontra san Benedetto da Norcia nel canto XXII, collocato nel cielo di Saturno, il luogo riservato agli spiriti contemplativi. Non è una scelta casuale: Benedetto, padre del monachesimo occidentale, rappresenta per il poeta la forma più alta di una vita ordinata interamente a Dio, nella quale il silenzio, laContinua a leggere “San Benedetto nella Divina Commedia: la misura della santità che ordina il mondo”

Scherzàvole del vocabolario // 27

Iniziamo svelando la soluzione del quiz dell’episodio precedente: la coppia parola-falso alterato da trovare era tanno-tannino. Tanno, sostantivo maschile derivato dal francese di etimo incerto tan, è il nome comune con cui in passato si chiamava la scorza dei vegetali e in particolare la corteccia della quercia, usata nella concia delle pelli, quindi detta ancheContinua a leggere “Scherzàvole del vocabolario // 27”

Ode a Cori

So nnato, figlio de ’st’antica tera,de cheste montagne, de ’sti peruni,de chesta gente de Cesare poeta:«Poraccia e bbòna ttrippatade zampate agli cogliuni».So cresciuto tra chigli addurifragranti degli furni a lena,della paglia reccota coi suduridagli ssediari, quando i témpi erano duri.Dell’uva rentro le utti rebbattute.Dello musto scolato pé lle vie.Della ciancia delle live spremute.Facenno a spadateContinua a leggere “Ode a Cori”

Francesco e Domenico nella Commedia

Due vie di santità per la Chiesa Nella Divina Commedia Dante dedica un canto a san Francesco (Paradiso XI) e uno a san Domenico (Paradiso XII), collocandoli entrambi nel cielo del Sole, tra gli spiriti sapienti. È una scelta densa di significato: il cielo del Sole è quello dei teologie dei maestri, eppure in mezzoContinua a leggere “Francesco e Domenico nella Commedia”

Lo spoglio nido

Piangono gli alberi e le fogliequando accade che un uccello muore.Le fronde, sembrano più spoglie,vedove di quell’allegro rumore. Il tepore del lieve corpicinoriscaldava dal gelido inverno.Il nido pure se così piccolinoaccoglieva la nidiata al suo interno. Vola nell’aria il dolce ricordodell’allegro fruscio delle ali.L’albero che non è per nulla sordopiange con gli altri animali. AltriContinua a leggere “Lo spoglio nido”

Dove il tempo si ferma: Il Cenacolo delle Fate di Alessio Sanniti

A Cori, nascosta nel cuore antico del centro storico, la biblioteca magica dove spiritualità, libri e silenzio diventano un’esperienza unica In un vicolo del centro storico di Cori, lontano dal rumore e dalla fretta, esiste un luogo che sembra appartenere a un altro tempo. Un luogo nascosto, sconosciuto ai più. Una porta discreta, quasi invisibileContinua a leggere “Dove il tempo si ferma: Il Cenacolo delle Fate di Alessio Sanniti”

La nobiltà dell’animo: Corrado Malaspina

Tra le anime gentili che Dante incontra nel Purgatorio, una delle più luminose per umanità e dignità morale è quella di Corrado Malaspina, figura realmente vissuta, appartenente alla nobile casata dei Malaspina, signori della Lunigiana. La sua apparizione nel canto VIII del Purgatorio è breve ma intensamente significativa: in poche terzine, Dante dipinge un ritrattoContinua a leggere “La nobiltà dell’animo: Corrado Malaspina”

Scherzàvole del vocabolario // 25

Come promesso il mese scorso, eccovi la seconda incongruenza che troviamo nell’edizione italiana di American Tabloid, il romanzo che James Ellroy ha scritto per raccontare la sua versione di una vicenda che ha scosso il mondo: l’omicidio del presidente John Kennedy. Nel romanzo, il 25 agosto 1959, l’ex poliziotto Pete Bondurant viene esaltato per avereContinua a leggere “Scherzàvole del vocabolario // 25”

A una giovane amica in pena d’amore

Porti negli occhi stampatala tristezza di un amore appassito.La tua bocca non più abituataal canto, ai baci e al sorriso.Ma ci saranno altre primavere,Altri amori sbocceranno, amica mia.Tornerà la tua gaiezzaDimenticherai le pene odierne,Ricomparirà la tua allegrezza.Hai nel tuo arco una grande frecciaChe ha, come dice la canzone,un nome lungo e breve: giovinezza. Ignazio Vitelli

Cori nell’Eneide di Virgilio: la città latina che divenne mito

Dal libro VI del poema scritto sotto l’imperatore Augusto, Cori si fa simbolo delle origini di Roma Hi tibi Nomentum et Gabiosurbemque Fidenam,hi Collatinas imponent montibus arces,Pometios CastrumqueInui Bolamque Coramque:haec tum nomina erunt,unc sunt sine nomine terrae. Questi Nomento e Gabie la città di Fidene ti erigeranno,altri sui monti le rocche di Collanzia,Pomezia e ilContinua a leggere “Cori nell’Eneide di Virgilio: la città latina che divenne mito”

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