Una persona vale quanto la sua parola

Tra i valori di cui la società del tempo presente pare abbia perso le tracce quello della parola data sta in cima alla classifica. Una volta, soprattutto nel mondo contadino, si usava stipulare contratti con la sola stretta di mano. Oggi è sempre più avventato negoziare senza la presenza certificatoria di Avvocati, Notai e Conciliatori.Continua a leggere “Una persona vale quanto la sua parola”

Piantedosi, il burocrate

Il Ministro dell’Interno non è un pericoloso reazionario, o una riesumazione di Scelba. È semplicemente un grigio funzionario di Stato: l’uomo sbagliato al posto sbagliato Nella Storia Universale dell’Infamia, Jorge Luis Borges racconta il paradosso dei cartografi. L’Imperatore della Cina, preso dalla smania di catalogare tutte le cose presenti nel suo impero, assegna ai propriContinua a leggere “Piantedosi, il burocrate”

Peppinuccio, la cecala e la ólepe

Libera creazione ispirata da due famose favole di Esopo (620-564 A.C.) Peppinuccio era nato a nna casuccia canto alla Vitaca, a Còre Monte. Jo patre, Francisco, era no craparo. Ne tenéva no centinaro a nna craparéccia tra le più ranni tra chélle de i crapari de Còre. La tenéva tra la Lócca ‘gli Pellecini eContinua a leggere “Peppinuccio, la cecala e la ólepe”

Affermazione ridicola e inopportuna

Dopo il teatro di Tito Vittori, leggiamo su Facebook: “finalmente il teatro a Cori” Premetto subito, per non essere frainteso, che ho apprezzato molto la rappresentazione teatrale di Tito Vittori e della sua Compagnia, avvenuta il 6 e 7 gennaio scorso. Ogni volta che venga presentata a Cori una qualsiasi forma di teatro, mi trovaContinua a leggere “Affermazione ridicola e inopportuna”

La questione immorale

Gli italiani sono sempre stati insensibili all’etica pubblica. Poco o niente rispettosi delle Istituzioni. Questo è il paese dove è nato “l’uomo qualunque”. Anche la sinistra ha dimenticato la “questione morale” di Berlinguer Il direttore de “Il Corace” (mi sembra di starlo a vedere seduto al caffè con la testa in aria e la nuvolettaContinua a leggere “La questione immorale”

L’Editoriale: SIAMO TUTTI COLPEVOLI

L’atroce delitto di Giulia Cecchettin, rappresenta un punto di non ritorno contro i femminicidi. È l’ora di una rivolta collettiva, ma anche di una presa d’atto delle responsabilità di ciascuno. Le colpe dello Stato e di un potere che continua a nutrirsi della sub-cultura del conservatorismo. Il ruolo della scuola e della famiglia. Mezzo milioneContinua a leggere “L’Editoriale: SIAMO TUTTI COLPEVOLI”

Il vuoto dopo le ideologie. La sinistra orfana di orizzonti

Una riflessione a partire dal film di Paola Cortellesi “C’è ancora un domani” Spesso le storie, le belle storie, aiutano a capire più di tante analisi. Aiutano appunto a sciogliere, a decomporre gli enigmi, nel senso proprio del termine “analisi” che nella lingua dei greci antichi significa sciogliere, scomporre. “ C’è ancora domani”, il feliceContinua a leggere “Il vuoto dopo le ideologie. La sinistra orfana di orizzonti”

Nu e ddómà. J’arbiro de séllécóje. Sia bbénéditta l’alema sòrema Giovannina!

La mia grafia cerca di essere fedele alla fonologia, all’effettivo suono della parlata corese. Soprattutto per quanto riguarda l’uso delle doppie. Poi c’è da tenere conto che il suono delle parole varia da rione a rione, da zona a zona, spesso anche da famiglia a famiglia per non dire da individuo a individuo. Inoltre, paroleContinua a leggere “Nu e ddómà. J’arbiro de séllécóje. Sia bbénéditta l’alema sòrema Giovannina!”

Scherzàvole del vocabolario

Mentre raccoglievo materiale per un episodio di Strane Storie, la serie YouTube di Massimo Polidoro, ho “scoperto” una cosa che i fan di 007 sanno sicuramente mentre io, che preferisco Harry Palmer, no: il nome James Bond è stato ispirato a Fleming da un libro sugli uccelli scritto da un ornitologo americano di nome, appunto,Continua a leggere “Scherzàvole del vocabolario”

SCHERZÀVOLE DEL VOCABOLARIO

FACOLTÀ DI LETTERE Come tutti i giorni, Sara torna da scuola e trova la mamma che ha praticamente preparato la tavola. — Allora, Sara, che avete fatto oggi a scuola? — La maestra ha chiamato Antonio alla lavagna. Doveva scrivere la parola “abbaco”, ma forse ha qualche problema: ha scritto un’a-ccia, una b-ina, una b-ella,Continua a leggere “SCHERZÀVOLE DEL VOCABOLARIO”

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