LE ARPIE E LA FORESTA DEGLI SPIRITI DANNATI

Questo particolare canto XIII ha inizio all‘interno di una foresta i cui alberi non sono fruttiferi, ma sono nodosi, secchi, aggrovigliati e tetri; tra l‘altro la vegetazione fa da casa alle Arpie (Aello, Ocipete e Celeno) che si occupano di sorvegliare questo secondo girone del settimo cerchio. Esse sono delle creature orrende con il corpoContinua a leggere “LE ARPIE E LA FORESTA DEGLI SPIRITI DANNATI”

Inferno XII: Nesso, Chirone e Folo

Dopo la pausa avvenuta nel precedente, in questo XII canto i due viaggiatori si trovano a scende- re da una scoscesa altura al di sotto della quale vi è collocato il Minotauro, mostro mitologico nato dall‘incrocio tra Pasifae, moglie di Minosse, e un toro del quale lei si era invaghita e per cui fece costruireContinua a leggere “Inferno XII: Nesso, Chirone e Folo”

Quando Flaiano fa rima (e basta) con Sangiuliano

Dalla gaffe del ministro della Cultura alle origini del Premio Strega “Cominciarono, nell’inverno e nella primavera 1944, a radunarsi amici, giornalisti, scrittori, artisti, letterati, gente di ogni partito unita nella partecipazione di un tema doloroso nel presente e incerto nel futuro. Poi, dopo il 4 giugno, finito l’incubo, gli amici continuarono a venire: è proprioContinua a leggere “Quando Flaiano fa rima (e basta) con Sangiuliano”

LO SPIRITO

Mentre abitiamo i nostri corpi,che come noi i nostri appartamenti,necessitano ogni tanto di rifacimentiper non divenire come storpi. L’ ospitalità che ci hanno data,lungo l’arco della nostra vita,la nostra sembianza definita,la carta di identità rappresentata. Ma il nostro spirito non è parvenzaagl’occhi dell’interlocutoreresta celato dentro la struttura. Eppure è lui che ci da la sturaeppureContinua a leggere “LO SPIRITO”

Da Giovanni Verri alla balbuzie

Il Manzoni segreto a 150 anni dalla morte Quel ramo del lago di Como… Ei fu. Siccome immobile… Quante volte abbiamo letto e/o imparato a memoria i versi di Alessandro Manzoni. Se Dante Alighieri può essere considerato il padre della lingua italiana, di contro Manzoni può essere considerato il padrino, colui che ha accompagnato laContinua a leggere “Da Giovanni Verri alla balbuzie”

Violenti, peccatori, traditori.

Questo XI canto, da molti considerato erroneamente di transizione, è in realtà un condensato di filosofia e nella sua brevità riesce a rappresentare un ostacolo interpretativo non indifferente. I due poeti si trovano ora “bloccati” dopo aver oltrepassato la città di Dite nel sesto cerchio e si preparano a entrare nel settimo, dal quale provieneContinua a leggere “Violenti, peccatori, traditori.”

C’era una chiesa (in memoria del PCI)

C’era una chiesa PCI chiamata, le cui parrocchie erano sezione, dove si faceva la selezione, la classe dirigente preparata. Ora si va avanti per appartenenza ad una delle sì tante cordate attraverso le quali le scalate avvengono così: per acquiescenza. I conflitti sociali annacquati. Si è di sinistra per tradizione e radical chic alla televisione.Continua a leggere “C’era una chiesa (in memoria del PCI)”

Le anime, il corpo, il Giudizio Universale

Si riprende il percorso dei poeti dentro la città di Dite, tra le tombe infuocate che la riempiono. Dante chiede a Virgilio di poter vedere chi giace nelle tombe, poiché esse sono scoperchiate e nessuno vi è posto a guardia. A quel punto il poeta svela al suo allievo che quelle tombe si chiuderanno quandoContinua a leggere “Le anime, il corpo, il Giudizio Universale”

Víctor a Cori

Semmai ti accadrà di passare per Cori, forestiero, risalendo i vicoli selciati dai muri da rocchi di colonne incastonati, alla mente forse si svelerà il mistero: di come qui, Víctor Hugo bambino, al seguito del padre generale, consegnò alla memoria tale paesaggio eccezionale, che traferito poi in poesia rimarrà nei secoli tale: le mura ciclopicheContinua a leggere “Víctor a Cori”

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